Regolamentazione Cannabis? Questione di buon senso
La Regolamentazione della Cannabis è questione di buon senso. Appello alle istituzioni dal Comitato pazienti cannabis che mette in guardia i pazienti. Oggi più che mai parlare di regolamentazione della cannabis a 360 gradi è questione di buon senso. In queste ore gira un appello sul web, rilanciato da una testata giornalistica  locale che chiede di prestare […]
La Regolamentazione della Cannabis è questione di buon senso. Appello alle istituzioni dal Comitato pazienti cannabis che mette in guardia i pazienti.

Oggi più che mai parlare di regolamentazione della cannabis a 360 gradi è questione di buon senso. In queste ore gira un appello sul web, rilanciato da una testata giornalistica  locale che chiede di prestare attenzione ad un’erba killer “spacciata” per buona. Erba legale mischiata ai peggiori additivi chimici per aumentarne il peso e lo sballo. Un mix pericolosissimo per la salute, con conseguenze che possono portare alla morte. 

Anche il Comitato Pazienti Cannabis Medica ha rilanciato la notizia con un post su Fb mettendo in guardia i pazienti da questi prodotti :“Il comitato pazienti cannabis medica invita tutti i pazienti a diffidare di prodotti spacciati per legali e di affidarsi solo a professionisti. Chiunque volesse intraprendere il percorso di cura con la cannabis medica ci può contattare all’indirizzo email ilcomitato.ita@gmail.com, e saremo lieti di affiancarvi in questo percorso terapeutico .”

Il comitato ha inoltre lanciato un appello alle istituzioni:”Dopo aver appreso notizie così preoccupanti per la salute dei consumatori riteniamo che sia doveroso e urgente regolamentare il mercato della cannabis, TUTTA. In Italia ci sono diversi milioni di consumatori di cannabis e come tutti sappiamo, fino ad oggi, non vi è mai stata una fatalità umana documentata da overdose, anzi da anni ormai viene utilizzata a scopo medico con ottimi risultati.

La verità è che abbiamo bisogno di prodotti sicuri per la nostra salute. E di certo la criminalità organizzata non è interessata a ciò, bensì solo a fare profitto a discapito della nostra salute. Quindi è necessario regolamentare il mercato della canapa industriale, quello della cannabis ludica e attuare le leggi già esistenti sulla cannabis terapeutica, così eliminando la differenziazione tra Regioni per dare equo e libero accesso a tutti i pazienti che possono trarre benefici da questa terapia, senza avere più pazienti di serie A e pazienti di serie B a seconda dalla regione in cui si vive.

Bisogna inoltre portare avanti la ricerca scientifica, la preparazione dei medici e farmacisti e bisogna aumentare la produzione nazionale e le importazioni di varietà diverse per soddisfare la quantità necessaria dei pazienti. E perché no, magari un giorno poterla anche esportare. La canapa ha mille utilizzi, è un mercato green e in piena espansione in tutto il mondo. Bisogna togliere questo mercato alla criminalità organizzata che come vediamo non si è fermata nemmeno ora che siamo in piena emergenza spacciando cannabis con additivi chimici mettendo a rischio la salute di consumatori ignari”

La regolamentazione di questa pianta è una questione di buon senso, significherebbe creare migliaia di posti di lavoro, investimenti nella ricerca scientifica, sviluppo di nuove filiere alimentari, industriali, tessili, aiutare l’ambiente grazie alle bio-plastiche, edilizia, carta, carburante fitodepurazione, cosmetica, medicina, cibo ecc.

Ma a dirlo non siamo solo noi consumatori aziende o antiproibizionisti in generale, a pronunciarsi in merito c’è stata anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che chiede di riclassificare la Cannabis dalle sostanze più pericolose e di favorire l’uso terapeutico. Anche la Direzione Nazionale Antimafia nella sua annuale relazione ha sottolineato e ribadito la sproporzione tra l’ingente impiego di risorse e i risultati, assai magri, nell’azione di contrasto allo spaccio. Nella relazione la DNA si è soffermata sull’immane carico di lavoro che si abbatte sugli uffici giudiziari e sulle Forze di Polizia che si affannano nel contrasto al mercato illegale della cannabis.

Per i Magistrati della Direzione vi è dunque «la necessità di concentrare le risorse dello Stato finalizzate alla repressione dei reati su fenomeni più gravi e allarmanti del traffico di droghe leggere». In questa prospettiva, aggiungono, «sembra coerente l’adozione di una rigorosa e chiara politica di legalizzazione e regolamentazione della vendita della cannabis, accompagnata da una parallela azione a livello internazionale, e, in particolare europeo, che consenta la creazione, in prospettiva, di una più ampia aerea in cui il fenomeno sia regolato in modo omogeneo».

Regolamentare la cannabis in questo momento storico è una questione di buon senso. L’emergenza COVID-19 ha creato uno stress elevatissimo nella popolazione, la cannabis terapeutica e i cannabinoidi sono possibili soluzioni al trattamento del Disturbo da Stress Post Traumatico (PTSD). Uno dei vantaggi dell’uso del CBD è sicuramente legato alla sua alta tollerabilità e alla sua sicurezza, parametri che si mantengono anche ad alte dosi. Oltre ai disturbi d’ansia, il CBD si è scoperto essere efficace anche nel trattamento dei disturbi legati al sonno. Le proprietà ansiolitiche del CBD, inoltre, sono accompagnate da effetti sedativi irrilevanti e eventi avversi minimi. Queste caratteristiche, nel complesso, fanno del CBD una promettente molecola per la gestione e il trattamento di queste patologie.

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